Liaisons di Marlene Dumas al Louvre
- Barbara Cortina
- 23 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 27 dic 2025
Il Louvre ha recentemente acquisito Liaisons (2025), un ciclo di nove dipinti dell'artista Marlene Dumas (Sudafrica, 1953).
Sebbene in passato alcuni selezionati artisti contemporanei, tra i quali Anselm Kiefer, François Morellet e Cy Twombly, siano stati invitati a concepire un’opera permanente per il museo, Dumas è la prima artista donna contemporanea ad entrare nella collezione del Louvre: questa decisione non rappresenta solamente un ulteriore allargamento dei confini temporali del museo, ma anche un importante aggiornamento dei canoni istituzionali e storici-artistici, contribuendo a ridefinire la narrazione del patrimonio museale.

Concepita come una commissione site-specific per la monumentale parete dell’atrio all’interno della Porte des Lions - soglia di accesso sia alle gallerie di pittura sia alla Galerie des Cinq Continents - la serie risponde direttamente alle condizioni storiche e architettoniche dello spazio.
Liaisons è composta da nove dipinti raffiguranti volti, ciascuno delle dimensioni approssimative di 175 × 163 cm.
Ogni tela riprende la scala dei bassorilievi marmorei che un tempo occupavano la parete, instaurando un dialogo consapevole con il passato scultoreo del Louvre.
Realizzati attraverso registri cromatici acidi, che spaziano dai verdi fluorescenti ai gialli al neon, consueti nella pratica dell’artista, i volti appaiono distorti e spettrali. Dopo aver versato una miscela di pittura a olio direttamente sulla tela, Dumas ha delineato rapidamente la fisionomia di ciascun volto con l’ausilio di un pennello, mentre gli strati pittorici erano ancora umidi.
In conversazione con Donatien Grau, Responsabile dei Programmi Contemporanei del musée du Louvre, l’artista spiega come ha vissuto il processo di esecuzione: "Riconosco i miei stessi sentimenti di alienazione. Questi volti non sono eroi da ammirare né da respingere. Non è né una qualità positiva né negativa. Sembrano far parte del nostro inconscio collettivo. La temperatura dei loro colori ci porta a immaginare che le loro radici siano immerse nella combinazione dei quattro elementi: terra, acqua, aria e fuoco".
Per il progetto del Louvre, Dumas ha attivato una poetica della melanconia e del trauma, traendo fonti visive sia dalla collezione recentemente inaugurata all'interno della Galerie des Cinq Continents (che riunisce per tema oggetti e manufatti artistici e antropologici provenienti dalle antiche civiltà di Europa, Africa, America, Asia e Oceania), sia dalla Parigi contemporanea, mescolando in modo rituale archetipi culturali diversi.

Questa acquisizione è significativa su più livelli.
Dal punto di vista istituzionale, costituisce una ridefinizione simbolica e materiale del tradizionale canone del Louvre, affrontando esclusioni di genere radicate nel tempo e aprendo la collezione alla pratica contemporanea femminile.
Sul piano curatoriale e museografico, il modello della commissione consente all’opera di Dumas di dialogare con il museo non come commento esterno, ma come interlocutore interno, attivando gli elementi che compongono la commissione stessa, cioè la collocazione, la sua storia architettonica e la scala monumentale del progetto, come strumenti critici.
Infine, sul piano storico-artistico, Liaisons inserisce la ricerca di Dumas sulla figura umana, sul trauma e sulle dinamiche di potere nel quadro di una storia dell’arte globale, imponendo un confronto tra le ambizioni del museo e le stratificazioni culturali che ne hanno plasmato il racconto.
A partire da dicembre 2025, l’opera sarà esposta in modo permanente e accessibile al pubblico.



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