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ASTRATTE. Donne e astrazione in Italia 1930-2000

Aggiornamento: 26 mar 2022

Lo scorso anno una mostra al Centre Pompidou di Parigi – Elles font l’abstraction, a cura di Christine Macel e Karolina Ziębińska-Lewandowska – ha acceso i riflettori sull’importante ruolo delle donne nello sviluppo trasversale del linguaggio dell’astrazione, dal 1860 al 1980, in pittura, nelle arti applicate, nella musica e nel cinema.

Nel corso di un convegno a latere della mostra parigina, Elena Di Raddo, docente all’Università Cattolica di Milano e membro del comitato scientifico del Centro di Ricerca sull’Arte Astratta in Italia, ha avuto modo di presentare il lavoro pioneristico svolto da un gruppo di artiste operanti nella Como negli anni Trenta, fucina del movimento razionalista: Carla Badiali, Cordelia Cattaneo, Carla Prina.


L’interesse riscontrato dalla studiosa nei confronti del lavoro di queste protagoniste della prima metà del Novecento, è stato il volano per una più ampia riflessione sull’evoluzione dell’arte astratta in Italia dal punto di vista femminile che oggi, nelle sale di Villa Olmo a Como, prende l’avvio proprio dalla Composizione n.3 di Carla Badiali, uno studio per pannello decorativo del 1932 che anticipa di poco analoghi esperimenti di Mario Radice.


Veduta della mostra. Courtesy Bettina Musatti

Carla Badiali, Composizione n. 3, 1932-1936. Pinacoteca Civica, Como


Natalie Du Pasquier, Senza titolo, 2020, Courtesy l’artista


Era il 1980 quando a Milano veniva presentata L’altra metà dell’avanguardia, storica mostra a cura di Lea Vergine, frutto di un faticoso lavoro di riscoperta di artiste che, per usare le parole della stessa Vergine, “erano state interamente cancellate” dalla memoria collettiva. Infatti, come scrive la stessa Di Raddo: “La storia dell’arte astratta nel periodo delle avanguardie è stata una storia sostanzialmente al maschile. Le poche donne coinvolte erano in gran parte legate, come mogli o figlie, agli artisti uomini e nonostante il grande impegno in privato, solo raramente venivano valorizzate negli eventi pubblici. Si dovrà attendere gli anni Settanta per vedere finalmente riconosciuto il lavoro delle donne, anche se però spesso all’interno di mostre non specificatamente dedicate all’astrazione perché orientate più al tema femminista”.


Non è stata sicuramente dimenticata la grande Carla Accardi, protagonista sin dal dopoguerra di un profondo rinnovamento in pittura, incentrato sulla piena libertà ed espansione del segno.

L’artista è presente a Villa Olmo con una selezione di lavori dagli anni Cinquanta agli anni Settanta tra cui una vernice su sicofoil, materiale da lei introdotto e che le permise di sperimentare molteplici variazioni di luce e colore, amplificate dalla trasparenza del supporto.

Veduta della mostra. Courtesy Bettina Musatti


La costante evoluzione del linguaggio della Accardi già a partire dalla fine degli anni Sessanta, nella sua sempre maggiore apertura a una dimensione ambientale dell'arte, ha sicuramente aperto la strada agli studi scientifici di matrice ottico-cinetica di Dadamaino, Grazia Varisco e Nanda Vigo o ai cicli sensoriali totali di Irma Blank.


Grazia Varisco, Schema luminoso variabile "Rotosquare", 1965-1966, Archivio Varisco


Irma Blank, Ur-Schrift Avant-testo, 2003, Collezione privata, Brescia


Altre artiste contemporanee portano oggi avanti una ricerca meno orientata al coinvolgimento dello spettatore all'interno di una dimensione immersiva quanto, piuttosto, allo studio di matrice concettuale dove la forma astratta viene veicolata in scultura (Alice Cattaneo e Mirella Saluzzo) in fotografia (Luisa Lambri) o in ricamo e intaglio (Elisabetta di Maggio).


Alice Cattaneo, Untitled, 2019, courtesy l'artista e Marie-Laure Fleisch Gallery, Bruxelles


ASTRATTE. Donne e astrazione in Italia 1930-2000

19 marzo – 29 maggio 2022

Villa Olmo, Como

Via Cantoni 1

tel. +39 031 576169

astratte@comune.como.it


Press Office: Lara Facco

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