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Art Market#16: Report dalle aste di maggio a New York

In una recente informativa su LinkedIn, il CEO di Christie's, Guillaume Cerruti, ha comunicato che ogni anno il loro primo trimestre rappresenta solo il 10% delle vendite totali della casa d'aste.

Come gli operatori sanno bene, un importante banco di prova per il mercato è rappresentato dal secondo trimestre che inizia con le vendite di arte moderna e contemporanea del mese di maggio a New York.

Si guardava dunque con particolare attenzione all'intensa sessione di vendite all’incanto che è appena terminata nella Grande Mela, preceduta dai tradizionali appuntamenti fieristici di Frieze e Tefaf New York.

Quest'anno i cataloghi di Sotheby’s, Christie’s e Phillips hanno registrato un numero rilevante di top lots. Anche se sono mancate le grandi collezioni da singoli proprietari – se si eccettua la Collezione Rosa de la Cruz passata da Christie's il 14 maggio con un 96% di tasso di vendita e un solo lotto ritirato sui 26 in catalogo - molte delle opere di questa stagione erano nuove sul mercato.

Partiamo da Sotheby’s. Per massimizzare le entrate e al contempo attirare nuovi clienti, la casa d’aste del magnate Patrick Drahi ha da poco modificato le commissioni di vendita sia per gli acquirenti che per i venditori (con l’esclusione dei comparti luxury, automobili, vini e immobili), novità che tuttavia entrerà in vigore a livello globale solo dopo questa sessione, a partire dal prossimo 20 maggio.

Maggiori dettagli al seguente link:

Tra i lotti più significativi da segnalare, nel corso della Modern Art Evening Auction del 15 maggio Sotheby's ha venduto Meules à Giverny di Claude Monet, un dipinto del 1893 proveniente da una collezione privata statunitense che si prevedeva potesse essere aggiudicato per oltre 30 milioni di dollari. Nell’anno del 150esimo anniversario dalla nascita del movimento impressionista, l’aspettativa è stata ripagata e il lavoro è andato aggiudicato a un compratore in Asia per 34.8 milioni di dollari incluse le commissioni.

Le Distractions de Dagobert, capolavoro del 1945 della pittrice surrealista Leonora Carrington - secondo gli esperti un altro test importante sulla tenuta del mercato di fascia alta per il comparto moderno – è andato venduto al magnate e collezionista argentino Eduardo Costantini (fondatore del Museum of Latin American Art di Buenos Aires) per 28.5 milioni di dollari, incluse le commissioni d’asta. Il risultato rappresenta un nuovo record di vendita per la pittrice surrealista. Nel 1995, quando lo stesso dipinto aveva fatto la sua prima comparsa in asta ed era andato aggiudicato ad un altro offerente, Costantini era stato uno degli underbidders. La Carrington entrerà ora a far parte della collezione del Museo di Buenos Aires, insieme ad altre opere iconiche di Frida Kahlo e Remedios Varo.

“Il recente risveglio di interesse nei confronti di artiste legate al movimento surrealista, segna un cambiamento culturale profondamente significativo”, ha dichiarato Allegra Bettini, responsabile della Modern Art Evening Auction di Sotheby's.


Nella Contemporary Evening Sale, c’era grande attesa per la performance dei quattro dipinti di Joan Mitchell provenienti dalla medesima collezione privata e rappresentativi di diverse fasi nella carriera dell'artista, dal 1955 al 1989: Untitled (1955 circa), la tela di grandi dimensioni Noon (1969 circa), Untitled (1973 circa) e il dittico Ground (1989).

Tra gli operatori la domanda riguardo la Mitchell era quanto forte potesse essere la richiesta di suoi lavori a distanza di due anni dalla retrospettiva organizzata dalla Fondation Vuitton di Parigi. Tre delle opere presentate da Sotheby’s sono state vendute al di sopra delle stime, confermando che l'artista continua ad essere molto richiesta.

La grande tela di Andy Warhol e Jean Michel Basquiat, probabilmente uno dei migliori esempi di lavori realizzati a quattro mani dai due artisti, Untitled del 1984, ha superato le aspettative nonostante una valutazione particolarmente ottimista, venendo aggiudicata per un totale di 19,4 milioni di dollari e stabilendo così un nuovo record.

Molta delusione invece per il lotto di maggior valore in catalogo, Portrait of George Dyer Crouching di Francis Bacon, opera del 1966, che si è fermata al di sotto della stima più bassa. Non è andato oltre le stime anche il Concetto Spaziale giallo, La Fine di Dio del 1964 di Lucio Fontana (proprietà della Rachofsky Collection di Dallas) a fronte di un'aspettativa pre-asta di oltre 30 milioni di dollari.

 

Tra gli highlights di Christie's, la poetica ed iconica installazione di lampadine e cavi elettrici di Felix Gonzalez-Torres della Rosa de la Cruz Collection, Untitled (America#3), ha trovato un acquirente per 11,5 milioni di dollari su una stima di 8-12 milioni.

È stato interessante osservare anche la performance di Julie Mehretu che in questo momento espone a Palazzo Grassi in concomitanza con la Biennale di Venezia. La sua Mumbaphilia (J.E.) (2018), monumentale opera a inchiostro e acrilico su tela, è andata venduta nelle stime, mentre un altro artista contemporaneo attualmente esposto alla Biennale, lo statunitense Jeffrey Gibson, è andato invenduto da Sotheby’s.


Nella 20th Century Evening Sale di Christie's, che si è conclusa il 14 maggio con il 91% di lotti venduti, si sono distinti Flowers di Andy Warhol, battuto a 30,5 milioni di dollari, la tela di David Hockney del 1967, A Lawn Being Sprinkled, venduta a 24,5 milioni di dollari, e Coin de jardin avec papillons di Van Gogh, aggiudicato a 33,2 milioni di dollari con le commissioni.

 

Da Phillips il lotto di punta della Evening Sale, un dipinto di Basquiat del 1982 intitolato Elmar, già nella Collezione Francesco Pellizzi - che lo acquistò per soli 16.000 dollari da Annina Nosei nel 1984 - ha raggiunto i 46,5 milioni di dollari suscitando applausi in sala.

 

Come sintetizzato dai consulenti londinesi Beaumont Nathan alla fine della settimana, il mercato si sta dimostrando più razionale e cauto di quanto non si sia visto in anni pandemici, nonostante l'offerta di opere d'arte di prim'ordine. Il sensazionalismo sta lasciando il posto a un approccio più classico alla compravendita.

Più critico il punto di vista dell'analista Marion Maneker di Art Market Monitor, secondo il quale - nonostante alcuni casi isolati con molta competizione su alcuni lotti - le stime della maggior parte dei lavori in asta sono ancora eccessivamente alte per le attuali congiunture economiche così che molte opere sono state vendute a "prezzi di compromesso".

Tuttavia - ha aggiunto Drew Watson, Art Service Specialist di Bank of America - non bisogna dimenticare che interessanti opportunità permangono per i collezionisti più esigenti che operano al di fuori del segmento UHNW, dove le offerte sono più ampie, non mancano occasioni di trovare lavori di qualità di artisti storicizzati e lo spazio per le negoziazioni è maggiore.

 

 

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